Perché Papa Francesco è il bersaglio dell’ultradestra sovranista

Francesco è uno dei papi più calunniati della storia. Dietro ai feroci attacchi di cui è vittima ci sono l’ultradestra razzista e le lobby che la finanziano. Questi foschi gruppi di interesse, hanno stretto un patto di alleanza con il fondamentalismo cattolico sorto ai tempi del Concilio Vaticano II che non ha mai accettato la modernizzazione della Chiesa. Tuttavia, le critiche al papa su questioni dottrinali appaiono in gran parte strumentali mentre è ormai chiaro che sono gIi stessi princìpi cristiani, la difesa dell’ambiente e dei diritti umani che sono diventati valori inaccettabili per l’internazionale sovranista dell’odio[1].

Nella sua enciclica “Laudato si’” papa Francesco dedica un capitolo all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, parlando della necessità di “non inquinare e distruggere” il mondo e auspicando il “cambiamento degli stili di vita, di produzione e consumo” e la riduzione drastica della cementificazione.

Inoltre, egli critica chi detiene il potere politico ed economico perché unicamente “concentrato a mascherare i problemi” e ritiene la “sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza” uno dei maggiori mali di questo tempo. Infine, Francesco individua in chi cerca “vantaggi a spese dei poveri e della terra”, i responsabili dell’incremento di quelle disuguaglianze e squilibri della distribuzione della ricchezza che generano fenomeni come le migrazioni e le guerre.

Queste parole danno molto fastidio ai “padroni della terra e del denaro”[2], ossia coloro che prosperano con lo sfruttamento sfrenato di esseri umani e delle risorse del pianeta, e che per difendere i loro colossali interessi negano il riscaldamento globale continuando a inquinare, distruggere foreste e produrre quantità smisurate di carne in allevamenti intensivi, pur essendo ormai evidente che questo modello di produzione e sviluppo sta portando al cambiamento climatico e alla sempre più frequente diffusione di epidemie.

Non gradiscono nemmeno i populisti, accusati di “seminare un odio che conduce direttamente a Hitler[3] e di cui Francesco smaschera l’ipocrisia quando da Lampedusa, ad esempio, dichiara apertamente che chi non accoglie i disperati che sbarcano in Europa non è cristiano.

Anche quando Francesco si esprime sulla diffusione dell’attuale pandemia, definendola “una rivolta della natura provocata dalla nostra distruzione dell’ambiente” suscita la riprovazione dei fondamentalisti che, invece, vedono in essa una punizione divina per “peccati mortali” come l’aborto e l’omosessualità e, soprattutto, di chi sullo sfruttamento illimitato delle risorse sta costruendo la propria fortuna.

Contro Francesco viene messa in moto, dunque, la consueta macchina del fango: siti ultracattolici, youtuber e tv online, che ricevono fiumi di denaro dalla Russia, dagli Usa e da quel mondo che ruota intorno a Steve Bannon e a “The Movement”, cominciano ad attaccare quotidianamente il pontefice, attribuendogli perfino la responsabilità della pandemia.[4]

Steve Bannon. Photo by Gage Skidmore

Questa galassia di movimenti razzisti che comprende associazioni ultracattoliche, magnati russi e lobby delle armi e che mira alla destabilizzazione dell’Europa, è legato ai partiti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e al sottobosco esplicitamente neofascista che va da CasaPound a Forza Nuova. A sua volta, questo universo sovranista ha stretti legami con quella parte delle gerarchie vaticane che non ha mai accettato le aperture del Concilio Vaticano II: anche il “papa buono” Giovanni XXIII fu accusato, infatti, di agire per volere del demonio e di essere manovrato da una lobby giudaico-massonica.[5]

Di questi gruppi tradizionalisti fanno parte l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che da anni sta muovendo una vera e propria guerra al papa e il Cardinale Raymond Leo Burke, patrono dell’ordine sovrano militare di Malta, che non ha mai nascosto le sue simpatie per Salvini e si è schierato in sua difesa quando l’ex ministro dell’interno teneva sotto sequestro i migranti nelle navi delle ONG[6].

Non succedeva da decenni che così tanti leader politici di paesi occidentali si facessero portatori di idee nazionaliste e apertamente razziste: Trump, Putin, Bolsonaro, Orban hanno riportato in auge la repressione delle minoranze, alzano muri e emanano leggi liberticide. In Italia, in Francia e altri paesi queste stesse idee stanno prendendo sempre più piede grazie al bombardamento social che, come abbiamo visto, costituisce una dolosa manipolazione dell’opinione pubblica. In tale contesto, Francesco è la voce più autorevole che si contrappone a questo fronte reazionario che vorrebbe farci scivolare verso il nazionalismo sciovinista.

In conclusione, le critiche a papa Francesco sulle questioni dottrinali e “culturali” sono in gran parte strumentali: come sempre, gli attacchi alle minoranze servono per distogliere l’attenzione dai potenti che, nell’ombra, gestiscono indisturbati l’economia mondiale. “Dividi et impera” è il loro motto: mentre si fomenta odio verso i poveri, gli stranieri, i gay e le lesbiche, i “padroni del mondo” continuano ad arricchirsi ai danni dei paesi più poveri, calpestando i diritti umani e distruggendo il futuro del pianeta. Francesco ha messo sotto accusa questo sistema capitalistico malato che per continuare a prosperare risponde con campagne di odio e disinformazione che non hanno precedenti nella storia.


[1] Cfr Nello Scavo – Roberto Beretta, Fake Pope. Le false notizie su papa Francesco, Edizioni San Paolo, 2018.

[2] Jorge Bergoglio, Laudato si’, San Paolo, 2015.

[3] La dichiarazione del Papa: “Per me l’esempio più tipico del populismo, nel senso europeo, è il ’33 tedesco. La Germania distrutta cerca di alzarsi, cerca la sua identità, cerca un leader che gliela restituisca: c’è un giovane che si chiama Hitler e dice ‘io posso’. È tutta la Germania vota Hitler. È stato votato dal suo popolo, e poi lo ha distrutto. Questo è il pericolo. In tempi di crisi non funziona la ragione, cerchiamo un salvatore che ci restituisca l’identità e ci difendiamo con i muri”

[4] Francesco avrebbe causato un castigo divino per aver avallato la scelta “sacrilega” di somministrare la comunione a divorziati e risposati e per aver accolto nella Chiesa la statua del patchamama, una donna incinta che tra i popoli amazzonici simbolizza la madre terra, introducendo così l’idolatria all’interno della Chiesa.

[5] Guido Verucci, La Chiesa nella società contemporanea, Editori Laterza, 1988.

[6] Numerosi e oscuri legami tra Burke e esponenti della Lega sono stati messi in evidenza nella puntata di Report “Dio, Patria e Famiglia”: https://www.raiplay.it/video/2020/04/dio-patria-famiglia-spa—report-20042020-5b29742a-fa76-4eb1-9e6e-3086040991fa.html

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